Resena Historica

I Desaparecidos (letteralmente “scomparsi”) dell’Argentina rappresentano una delle pagine più oscure della storia del paese, legata alla dittatura militare che governò dal 1976 al 1983. Durante questo periodo, il regime mise in atto una brutale repressione contro oppositori politici, studenti, sindacalisti, intellettuali e chiunque fosse sospettato di avere idee sovversive.

Il contesto storico

Il 24 marzo 1976, un colpo di stato militare depose la presidente Isabel Perón, instaurando un regime guidato da una giunta militare con a capo il generale Jorge Rafael Videla. Questo diede inizio alla cosiddetta “Guerra sporca” (Guerra Sucia), una campagna di terrorismo di stato volta a eliminare ogni forma di dissenso.

Le sparizioni forzate

Il governo militare non si limitò ad arrestare e incarcerare gli oppositori: migliaia di persone vennero rapite, torturate e uccise in segreto. Molti furono gettati vivi nell’oceano dagli aerei della morte (vuelos de la muerte), mentre altri furono giustiziati in centri di detenzione clandestini. Le loro famiglie non ricevettero mai informazioni sul loro destino, e ancora oggi molti corpi non sono mai stati ritrovati.

Si stima che il numero dei desaparecidos sia compreso tra 30.000 e 45.000 persone.

Le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo

Di fronte all’orrore delle sparizioni, nel 1977 un gruppo di madri di giovani desaparecidos iniziò a protestare pacificamente in Plaza de Mayo, la piazza davanti alla Casa Rosada di Buenos Aires. Conosciute come le Madri di Plaza de Mayo, queste donne divennero un simbolo della lotta per i diritti umani, chiedendo giustizia per i loro figli.

Un’altra organizzazione importante, le Nonne di Plaza de Mayo, si batté per ritrovare i bambini nati nei centri di detenzione e dati illegalmente in adozione a famiglie vicine al regime. Alcuni di questi bambini, ormai adulti, hanno scoperto solo anni dopo la loro vera identità.

Il ritorno della democrazia e i processi

Nel 1983, con la caduta della dittatura e il ritorno alla democrazia, il presidente Raúl Alfonsín avviò i primi processi contro i responsabili. La giunta militare fu condannata nel 1985, ma successivamente alcuni membri del regime ottennero l’impunità grazie a leggi approvate negli anni ‘90.

Solo nel 2005, con l’abrogazione delle leggi di amnistia, è stato possibile riaprire i processi, portando alla condanna di numerosi ex militari e funzionari.

La memoria oggi

Ancora oggi, il 24 marzo viene commemorato in Argentina come il Día de la Memoria por la Verdad y la Justicia. Il Paese continua a fare i conti con il passato, cercando di restituire identità ai desaparecidos e giustizia alle loro famiglie.

I Desaparecidos non sono solo una ferita argentina, ma un simbolo universale della lotta contro la violenza di Stato e l’impunità.